In morte del fratello 3310
Ritengo doveroso dedicare il seguente scritto – autoprodotto – al defunto 3310 di M., insostituibile compagno di comunicazione dall’anno 2000, nonché riferimento dell’intera telefonia mobile della bassa parmense.
Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di litio in litio, me vedrai bisunto
su la tua cover, Nokia mio, gemendo
‘l color de’ tuoi grigi tasti consunto.La Madre, or lento il messaggio scrivendo,
parlava a me, al microfono muto,
ma io sudicie a voi le dita tendo
e come il Bosch i tuoi fasti saluto.Risona il monofonico stridore,
trillo che al tempo tuo rendeva festa,
e or già piango sul tuo schermo che muore.Questo di tanta speme oggi mi resta!
Non lire renderai, operatore
né il Bantumi fino a notte pesta.
Analisi del testo
Un giorno, se io non sarò sempre costretto a fuggire di batteria in batteria, tu, mio Nokia, mi vedrai ubriaco al cospetto della tua cover, piangendo il consumarsi del colore dei tuoi pulsanti grigi.
Mia madre, che ora mi scrive lentamente i messaggi SMS, dialogava con me attraverso il microfono non più funzionante; ma io rivolgo a te [mio Nokia] le mie dita sudate [in cenno di saluto] e riverisco i tuoi tempi d’oro, così come in passato feci con il vecchio terminale cellulare Bosch.
Risuona il rumore stridulo della suoneria monofonica, uno squillare che, al tuo tempo, era sinonimo di gioia, mentre ora piango sul tuo schermo che cessa di funzionare. L’autore desidera ricordare come sia stato proprio il display dell’apparecchio telefonico il primo componente a guastarsi irreparabilmente. All’inerno dello stesso verso è perciò associato il riferimento al pianto, a cui M. cede nel realizzare il danneggiamento.
Solo questo mi resta ora di tante speranze passate. Operatore telefonico, purtroppo non potrai ridarmi le mie lire e nemmeno il gioco del Bantumi, a cui ero solito giocare fino a notte inoltrata. Nota: l’accezione alle lire ha un doppio significato nelle intenzioni dell’autore; in primo luogo tale riferimento è da intendersi relativo al denaro, speso per utilizzare i servizi di telefonia offerti dagli operatori telefonici; infine, lire è sinonimo del tempo trascorso, in cui la moneta vigente era – appunto – la lira e del ricordo a cui M. si abbandona nel doloroso momento.
E’ infine da notare come il testo sia da considerarsi scritto dal punto di vista di M., anziché dell’autore effettivo.
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